Oggetto: ☹Come ho preparato la 100 km massacrandomi per sempre

"Come mi sono distrutto per preparami alla 100 km del passatore"

Ciao,

quando scrivo articoli che riguardano il troppo allenamento, tra i più avvelenati critici trovo quasi sempre quelli che praticano discipline di resistenza, che impazziscono letteralmente quando leggono che stanno sbagliando tutto

Tirano fuori i luoghi comuni più assurdi, tipo “Gli atleti africani si allenano cosi” (e allora perché ti alleni quanto loro ma non vinci quanto loro?), oppure “Ho studiato medicina” (non sapevo che alla facoltà di medicina ci fossero esami sull’ allenamento della mezza maratona…). 

Poi ci sarebbe “Il mio allenatore ha 30 anni di esperienza” e, chissà, magari la mattina lavora al catasto…. 
 
Il bello che i miei consigli non nascono certo per farli arrabbiare o per qualche assurdo sistema di marketing (mi hanno accusato anche di questo…) ma al contrario per cercare di far comprendere loro che con un allenamento meno frequente, più intenso e con adeguati periodi di riposo, la loro prestazione aumenterebbe in modo esponenziale, con un vantaggio anche per la qualità della loro vita: basta con tutti sti chilometri a criceto assolutamente inutili! 

A questo proposito voglio raccontarvi un episodio che mi è successo nel 2005. Conobbi per caso un ragazzo che lavorava a Milano, che venuto a sapere del mio lavoro di preparatore atletico, mi chiese un parere su un piano di allenamento/alimentare che stava eseguendo per cimentarsi alla “100 km del Passatore”. 

Si, doveva fare per la prima volta una corsa di 100 km, che parte da Firenze per arrivare a Faenza, una manifestazione molto famosa tra gli appassionati di corsa. 

La tabella di allenamento che mi fece vedere era allucinante; allenamenti giornalieri e bi-giornalieri massacranti, senza prevedere nessun periodo di scarico, la solita assurda pappa che tutti maratoneti e ultra-maratoneti fanno al mondo. 

Il piano alimentare era a basato su quello classico nazional-popolare alla Pippo Baudo/Carlo Conti: pasta, pane, fette biscottateconvelodimarmellata, ecc. 
 
Si, lo so, lo stai facendo anche tu che stai leggendo. Ma non è detto che vada bene.

Dopo avere visto il tutto gli dissi che era tutto sbagliato, il suo preparatore non poteva fare una programmazione più orribile e che anche l’ alimentazione era il peggio del peggio

Lui mi rispose che era uno dei migliori trainer sulla piazza. In pratica mi aveva detto: “Lui è qualcuno, tu no”. 

Allora per non farlo rimanere male non gli dissi più nulla, perché compresi che era una di quelle persone che ti chiedono un parere per confermare le loro idee e non per smentirle… 

Tra l’ altro le sue analisi dicevano che era sull’ orlo dell’ anemia, che per uno che doveva 100 chilometri non era certo il top… 

Non ci fu verso di fargli cambiare idea. 

Dopo vari mesi riandai a Milano e rividi questo ragazzo e gli chiesi come era andata la corsa: mi rispose a mezza bocca. 

Andai allora da un suo collega e mi disse che dopo 100 km si era sentito male ed era andato in anemia cronica. 

Lo rividi più volte dopo quell’ episodio e piano piano mi confessò che quell’ esperienza allucinante era andato in superallenamento, senza più ferro e non riusciva più a correre, ne a fare altro. 

Solo dopo qualche anno riprese a fare un po’ di calcetto. Ma non ha mai più corso ne 100 km ne 10 metri. 

L’ allenamento sportivo non è legato alla quantità di lavoro, anche perché basterebbe allenarsi come i più grandi campioni e il gioco sarebbe fatto, ma non è mai cosi. 

Nel successo sportivo ci vuole grande talento, ottimizzazione dell’ allenamento e alimentazione curata.

Ma se non avete il talento e fate le altre due pappagallando chi invece lo ha, non otterrete mai nulla. 

Se invece ottimizzate training e cibo, il gap tra voi e il talento genetico sarà meno ampio, permettendovi di ottenere dei risultati che mai avreste creduto di ottenere nella vita. 
 
Se invece avete il talento, cambiando radicalmente le altre due componenti allargherete la distanze da chi ha delle qualità simili alle vostre.

Se poi volete continuate a fare i criceti con chilometraggi che non hanno nulla di umano, dando retta ai “grandi allenatori” (che magari la mattina lavorano alla giardino comunale) e ai “carboidrati benzina dei muscoli”, siete liberissimi di farlo. 

Ma state rovinando –inutilmente- la vostra vita sportiva e privata. 

Invecchierete precocemente e con continui infortuni, rubando sempre più tempo alla vostra famiglia. E sempre inutilmente. 

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                                                                        Claudio Tozzi 
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...Poi non dire che non ti avevo avvertito! ;-)
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